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Si tramanda che la valle di Montecorone sia stata bonificata dai Monaci Benedettini.

Però dell’origine di Montecorone non se ne ha la memoria, si sa solo che fù uno dei castelli che nel 1408 il Marchese Nicolò III donò ad Uguccione dei Contrari. Dall’ archivio parrochiale risulta che nel secolo XVI vi era un ospedale.

I beni di questo Istituto, “Opera Pia Ospitale di Montecorone”, erano amministrati dalla fabbriceria di Montecorone.

Con legge del 17 luglio 1890 N. 6972, le opere Pie Ospedale e Brighenti vennero concentrate nella congregazione della carità di Zocca. Rimane ancora la casa chiamata “Campo Ospedale” a sud del cimitero. Fin dal 1500, Montecorone era Comune
e centro commerciale. Poi il comune passò a Zocchetta, dove esiste ancora la casa del Municipio. Attualmente a Zocca. Non ci sono documenti , ma la tradizione parla di feste mascherate fra le famiglie più facoltose del paese. Forse è leggenda, ma si dice che in occasione di una di queste feste avvenissero liti fra le famiglie e che una di queste fosse interamente assasinata. Oratori di Montecorone:

Santuario della B.V. della Zocchetta,costituito dai parrocchiani di montecorone
nel 1668.

Dista da qualunque chiesa limitrofa due miglia.\par In questa chiesa è costituito un organo di grande valore artistico, oltre poltrone ,candelieri, ecc….

Ospedale di Montecorone
Sembra essere stato fondato da Maurizio del Cavallaro di Montecorone , ma il documento di istituzione manca o è stato smarrito. L’ opera per altro deve essere antica, giacchè l’ inventario delle sue sostanze ,consistenti in una casa di quattro
stanze ed in nove apezzamenti della complessiva superficie di biolche 15 e tavole 49 , venne redatto nel 14 settembre 1574.

L’ ospedale doveva essere retto ed amministrato dai capi di quattro famiglie designiate dal fondatore. Estinte però
tali famiglie pare insorgessero questioni fra i popolani ed il parroco. E fu pure in quest’ epoca che l’ ospedale, acorrispettivo degli oneri di culto a lui addossati dal fondatore, consistenti in somministrazione d’ olio, di cera, nel mantenimento
di un altare e in uffizio annuo coll’ intervento di sei sacerdoti, si obbligò a pagare annualmente alla chiesa. Essendo però i beni dell’ ospedale, dietro decreto del governatorendi Vignola, valenti stati dati in amministrazione alla reggenza
comunale ,in pochi anni furono pagati i debiti.

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